La torre dell'orologio
Nei pressi della Cattedrale e di Palazzo de Mari troviamo "P.zza dei
Martiri" del 1799, dominata dalla "Torre dell'Orologio". La
Torre ha il piano terra con un severo bugnato ed il primo piano in cui si
ammirano due blasoni che riproducono lo stemma della Città ed al centro la croce
Sabauda sormontata dalla Corona Reale inserita nel 1861 quando fu proclamata
l'unità d'Italia. L'edificio si presenta distinto in tre livelli, sovrastati da
un campanile a vela e da "due vasi etruschi" con funzione di fastigio. Il primo
livello, con il paramento della facciata in bugnato, sembra voler riecheggiare
la più antica facciata cinquecentesca del sedile. Sulla facciata del secondo
livello, inquadrata da lesene cantonali, si conservano gli stemmi della città
mentre al centro un altro stemma, sormontato da corona in ferro, non è più
riconoscibile. La facciata del terzo livello, fra due coppie di colonne
tuscaniche, ospita la cornice con il quadrante dell'orologio.
La Torre dell'Orologio di Acquaviva rappresenta
la testimonianza storica dell'identità civica dei suoi cittadini. Il monumento
si pone come fondale di piazza di una strada in pendenza,all'interno del centro
antico della città,nel nucleo più antico che costituisce la fase insediativa di
età normanna;a questo periodo risalgono gli edifici principali:la Cattedrale e
il Palazzo De Mari(Municipio),all'epoca castello normanno,cinto ai lati da
quattro torri ottagonali e circondato da mura e fossati;in XVII sec.diventerà
residenza principesca della famiglia genovese De Mari,che qui imporrà il suo
potere politico ed economico. Entrambe le strutture si affacciano sulla via
discendente che si allarga su Piazza dei Martiri dove si trova la Torre.
L'edificio fu realizzato nei primi anni del Cinquecento su commissione di Andrea
Matteo Acquaviva,duca d'Atri e Marchese di Acquaviva,con funzione di palazzo del
Sedile dove nobili e borghesi si riunivano per coadiuvare il feudatario nella
amministrazione della città. La Torre dell'Orologio è stata ricostr uita ex novo
nel 1824 dall'architetto Memmola(che ottenne in seguito l'incarico di primo
cittadino di Acquaviva)che ritenne oneroso il restauro del monumento e deliberò
che fosse ricostruito totalmente mediante l'utilizzo dello stesso materiale. Dai
documenti dell'epoca rileviamo che nel 1821 la Torre rischiava di crollare a
causa di lesioni molto profonde. La sua ricostruzione fu inizialmente avversata
dai cittadini,che rivendicavano proprio la funzione di rappresentanza
dell'edificio,ma la precaria situazione di stabilità convinse gli abitanti ad un
intervento tempestivo. La sua riedificazione si inserisce in un momento di
particolare tensione politica,in cui le classi borghesi locali aspiravano
all'autonomia amministrativa dal Regno di Napoli,e il monumento si ergeva così,
a simbolo di una maggiore libertà politica. Il campanile a vela posto sulla
sommità della Torre ha mantenuto la campana antica datata al 1559 che riporta lo
stemma del duca d'Atri della famiglia Acquaviva d'Aragona. La Torre si affaccia
a sud,nel suo prospetto principale,su Piazza dei Martiri(1799),la facciata est
si affaccia sulla stradina antica del Sedile,mentre le facciate nord ed ovest si
trovano a ridosso di edifici sottostanti adiacenti. La struttura dell'edificio
si presenta tripartita da cornicioni aggettanti e la facciata principale ci è
giunta immutata:infatti,èvisibile identica sullo sfondo di una stampa
ottocentesca. La prima fascia comprende un basamento in bugnato bucciardato,e un
ampio portone centrale, profilato da una cornice in pietra levigata. Il registro
centrale è realizzato con intonaco e riporta un grande stemma reale con croce
Sabauda sormontata dalla Corona Reale(inserita nel 1861 quando fu proclamata
l'Unità d'Italia)al centro,e due stemmi laterali della città di Acquaviva di
dimensioni più piccole;i conci in pietra sono qui ripresi sugli spigoli. La
parte superiore accoglie l'orologio,rachiuso in una cornice
quadrangolare;lateralmente si inseriscono due coppie di colonnine che sostengono
il cornicione aggettante superiore su cui si erge la vela, delimitata ai lati da
due grossi vasi etruschi. Sulla sommità è rappresentata una piccola scultura di
un angelo. La parete est è in tufo intonacato e accoglie un piccolo portoncino,una
finestra con balconcino al primo piano,e ancora più su una piccola finestra. Al
piano terra si apre un vano coperto da volta a crociera,e un piccolo corridoio
che conduce al piano superiore. Il piano superiore è invece coperto da un solaio
in legno;il secondo livello,a cui si accede mediante scalette in legno
ripide,comprende un unico vano cieco con pavimento e solaio in legno. Il terzo
livello,con pavimento in tavole di legno,ospita la macchina dell'orologio.
Antonella Colaninno